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Storia autentica di un vero artigiano
Quando ero piccolo mio padre la sera dopo cena si ritirava in una stanza fuori nel giardino dove aveva un tornio a legno. Mentre lui torniva io lo guardavo affascinato; vedevo le forme modellarsi e i trucioli volare via liberando degli odori e me sconosciuti.
Ecco, l’odore è stato ciò che veramente mi ha attratto in quel momento. Non ho mai usato il tornio a quel tempo.
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Stavo soltanto a guardare, ma evidentemente con attenzione cercavo di capire come questa magia potesse accadere.
Un pezzo di legno, preso dalla catasta nel giardino, sporco di terra e senza colori, messo su quella macchina magica che è il tornio iniziava a profumare e svelava forme e colori nascosti al suo interno ... ma quante forme possono esserci all’interno di un pezzo di legno?
La risposta è: infinite.
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Ed è così che il tornitore nel tirare fuori una tra le tante forme possibili si collega all’infinito, ed è questo che rende il tornio un attrezzo magico e l’opera del tornitore così affascinante da guardare: qualcosa si crea proprio mentre lo stai guardando.
Dopo anni la mia attenzione si è spostata su altre cose e la sera mentre mio padre praticava il suo hobby, ero in giro dietro alle ragazze o con gli amici.
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E’ successo dopo, all’età di ventotto anni, abitavo in campagna vicino a Volterra e ciò che avevo imparato guardando iniziò a venir fuori piano piano.
Poi ho incontrato l’ulivo ed è stato un amore a prima vista.
Adoro l’Olivo in tutte le sue espressioni, il legno ha una luce particolare, venature sinuose e affascinanti e l’odore non si può mai dimenticare.
Questo legno + prezioso per me al di là del suo valore commerciale per qualcosa di indefinibile che mi attrae.
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