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| ...i numeri dell’olio! |
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In Italia ci sono circa 211 milioni di olivi (alberi in coltura), coltivati su un totale di circa un milione e centomila ettari di terreno, che producono oltre 500.000 tonnellate d’olio d’oliva facendo del nostro paese il secondo produttore d’olio dell’unione europea dopo la
Spagna; |
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I comuni che hanno degli olivi sul loro territorio sono circa 3600; i
frantoi sono 6.200 mentre le aziende agricole interessate all’olivicoltura sono oltre 1 milione con una superficie media coltivata intorno all’ettaro circa di
terreno; |
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Il 65% dell’olio prodotto in Italia è extravergine e il restante lampante (cioè non adatto al consumo
alimentare); |
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La regione che produce più olio d’oliva è la
Puglia, seguono Calabria e Sicilia. Insieme queste 3 regioni hanno più del 60% della superficie olivicola italiana e producono quasi il 75% dell’olio italiano (Puglia 40%, Calabria 25% e Sicilia 10%). |
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| ...c’è una legge che impedisce di sradicare gli olivi dal terreno! |
| L’Italia è una terra piena di leggi “interessanti”, molte delle quali praticamente sconosciute. Tra queste, possiamo citare una legge che risale al 1945, intitolata
“divieto di abbattimento di alberi d’olivo”. Secondo questa legge non si possono sradicare olivi senza avere avuto una speciale autorizzazione. A seconda dei casi l’autorizzazione può essere rilasciata dalla regione o dalla provincia. La multa è pari al valore di mercato dell’olivo nella zona in cui è stato sradicato. |
| ...ci sono gli olivi anche in Australia! |
| Anche grazie al successo della dieta mediterranea e ai numerosi abitanti di origine italiana, l’olio sta entrando sempre più nei consumi degli australiani. E’ per questo che in
Australia, oltre a importare olio soprattutto da Spagna e Italia, dai primi anni novanta vengono piantati circa mezzo milione di olivi ogni anno. L’olivicoltura australiana è appena nata ma è fatta da professionisti motivati, molto aiutati dalle istituzioni e dalla ricerca. Il nuovo olio prodotto non andrà solo al mercato nazionale. La produzione australiana, che per ora è solo l’1% di quella mondiale, potrebbe trovare spazio sulle tavole di molti nuovi mercati, come quelli nord-americani e giapponesi. |
| ...c’è uno squalo nell’olio d’oliva! |
| Lo squalene è una sostanza normalmente contenuta nel fegato degli squali, da cui ha preso il nome, che sembra svolgere un’attività importante nella prevenzione del cancro. A quanto pare, nell’olio d’oliva c’e’ molto più squalene che in altri alimenti, posto che nessuno prepari dei piatti a base di fegato di squalo, e dovrebbe rinforzare le azioni antitumorali già svolte dai
polifenoli... |
| ...le olive contengono clorofilla! |
| Le olive contengono
clorofilla, una sostanza colorante verde che permette di assorbire l’energia luminosa usata poi nella fotosintesi, ovvero nella trasformazione di questa energia in sostanze vitali come ossigeno e zuccheri. La clorofilla si ritrova tra i componenti dell’olio ed è responsabile della colorazione verde, tipica soprattutto degli oli “nuovi”. Degradandosi con il passare del tempo, la clorofilla lascia spazio alle sostanze che danno le colorazioni gialle e aranciate, i caroteni. La clorofilla è un ottimo conservante (ha effetto antiossidante) ma solo al buio. Quando un olio viene esposto al sole, la clorofilla diventa causa di ossidazioni, che portano progressivamente all’irrancidimento. |
| ...la spremitura delle olive è unica! |
| Oggi, almeno in Italia, la
“spremitura delle olive è sempre unica”, sia che si lavori con le presse o con il sistema ciclo continuo, Le “prime”, “seconde” o “terze” spremiture sono in pratica scomparse almeno da quarant’anni. Chi scrive in etichetta “olio di prima spremitura” non è quindi più bravo degli altri e non sta facendo certo un olio di qualità superiore; sta solo approfittando di un termine che può sembrare attraente, che può ingannare e che non corrisponde più alla realtà ma a un lontano passato. |
| ...i raggi ultravioletti sono nemici dell’olio! |
| Oltre che alla luce (la parte dei raggi solari che l’uomo può vedere), l’olio è molto sensibile ai
raggi ultravioletti (che sono invisibili); per questo oggi esistono dei vetri scuri ad alta protezione, proprio per evitare il passaggio dei raggi ultravioletti. |
| ...l’olivo ha bisogno della mosca! |
| Nella fase di maturazione dell’oliva occorre difendersi dalle micidiali
mosche dell’olivo; in quel momento, infatti, l’oliva produce una sostanza odorosa che ha lo scopo di attirare le mosche. La pianta fa questo perchè in natura per riprodursi ha bisogno di qualcuno che trasporti il seme lontana da se stessa. Poiché le olive sono troppo pesanti, per essere trasportate dal vento, ha bisogno di “chiedere aiuto” a qualcun altro e per questo, nei millenni, ha messo a punto un sistema straordinario. Attirando la mosca, la pianta ottiene che la stessa vi depositi dentro le sue uova. Quando le uova si schiudono e nasce il verme entrano in funzione gli uccelli che sono ghiotti di questi vermi e che per mangiarseli devono staccare l’oliva dall’albero e portarsela a terra. L’albero ottiene così che il suo seme sia trasportato lontano. |
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